Vendemmia con i bambini in Canavese: dal grappolo alla cantina

vendemmia con i bambini

Un venerdì insolito per i bambini delle due classi di 4a di San Giorgio Canavese.

Una calda giornata d’autunno trascorsa all’aperto, dove una passeggiata in direzione del Santuario di Misobolo si è trasformata in un’esperienza per molti di loro nuova e chissà, forse unica.

Indossati gli stivali e muniti di forbici da vero viticoltore, ognuno di loro ha potuto sperimentare il lavoro della vendemmia, antico mestiere ancor oggi praticato manualmente.

Il tentativo degli adulti di far loro vivere l’esperienza in maniera organizzata si è in breve tempo trasformata in una vera e propria caccia al tesoro del grappolo (o “gruppolo”, come qualcuno ha definito l’insieme di acini) più grande.

Un gioco, una festa, come lo era fino a pochi decenni fa in cui si vendemmiava in compagnia di amici e parenti, fatto di risate, corse tra i filari, degustazione degli acini più succosi, trasporto delle “cavagne” in due, quattro mani.

Una goia per gli occhi, grazie ai caldi colori autunnali, per le orecchie, tra suoni di risa e quel ritmico e metallico “tic” procurato dalle forbici, per l’olfatto, merito dei profumi di muschio bagnato ed uva matura, del tatto, umido di dita per il succo d’uva e di piedi per la pioggia mattutina.

Una vera esperienza sensoriale che i bambini hanno potuto sperimentare in piena libertà.

Terminata la raccolta, si sono recati al vicino Santuario del Misobolo e dopo il pranzo al sacco, hanno potuto vedere in anteprima l’allestimento in via di completamento del Museo della Vite presso l’ala est della cascina, scoprendo quali attrezzi e strumenti venivano utilizzati dai vinicoltori di un tempo.

La visita si è conclusa con un divertente gioco in cui i bambini hanno dovuto indovinare la parola per definire il mestiere di colui che costruiva le botti.

Sulla strada del ritorno, l’ultima sorpresa: i bambini si sono ritrovati il loro raccolto pronto per essere consegnato direttamente alla cantina dove l’uva proseguirà il suo viaggio che vedrà quel prezioso succo trasformarsi in delizioso vino che andrà a rallegrare le tavole in giro per il Piemonte, Italia e forse anche più lontano. 

Si ringraziano tutti i bambini che hanno partecipato a questo progetto pilota, che vuole essere l’inizio di una nuova proposta rivolta a tutti i bambini che desidereranno toccare con mano uno dei mestieri più antichi.

Grazie alle maestre che hanno accolto la nostra proposta e non ultimo per importanza, grazie alla cantina Orsolani per la disponibilità.

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