La Macchina Michela: una storia che fa il giro del mondo

macchina michela

Se siete nostri lettori o abitate a San Giorgio Canavese probabilmente conoscerete la storia di Antonio Michela Zucco e della sua macchina fonostenografica.

In questo articolo vogliamo raccontarvi un aneddoto legato alla macchina Michela e ad un’artista che si è interessata ad essa.

La nostra storia inizia a Roma quando un’artista australiana di origini italiane, in visita da un amico, trova in vendita al mercato di Porta Portese una macchina fonostenografica Michela. Si trattava di un modello realizzato negli anni ’80.

Affascinata e incuriosita da questo oggetto la donna chiede ulteriori informazioni a riguardo al suo amico, che il destino ha voluto fosse di origini canavesane e che conoscesse la storia della Michela, questa ingegnosa invenzione che basa il suo linguaggio sullo studio della musica con l’obiettivo di creare un linguaggio universale basato sui fonemi.

Ha poi approfondito la sua ricerca, scoprendo quanto fosse conosciuto questo sistema nel resto del mondo e scoprendo altresì l’esistenza del Museo Nòssi Ràis. Ha quindi deciso di contattarci e di venire a San Giorgio Canavese a visitare il nostro Museo.

Quest’artista si chiama Angelica Mesiti, è nata in Australia da genitori di origini italiane, vive a Parigi, concentra il suo lavoro artistico su video installazioni e performance dal vivo ed è una degli artisti contemporanei australiani più noti.

Più nello specifico i suoi lavori si basano sul concetto di linguaggio universale, sul come attraverso differenti sistemi di comunicazione, non basati sul classico linguaggio verbale, ma che mettono in gioco i cinque sensi, sia possibile creare degli alfabeti diversi tra loro, come accade con la musica, con il linguaggio braille, il fischio, il codice Morse ecc.

Queste opere sono realizzate per fornire allo spettatore un’esperienza coinvolgente e in un certo senso “meditativa”.

Ecco un video Youtube che rende meglio l’idea di quali siano le sue creazioni artistiche, le quali cercano di racchiudere l’esperienza dell’esistenza umana sia attraverso storie di singole persone che di gruppi.

 

Angelica è stata molto felice di visitare il nostro Museo, di aver avuto modo di conoscere meglio la storia del sig. Michela e della sua innovativa creazione e anche di aver potuto assaggiare le prelibatezze tipiche del nostro territorio.
Così felice ed entusiasta da volerci coinvolgere in un progetto che partirà a settembre di quest’anno ma del quale non vogliamo ancora riverlarvi i dettagli.

Per ora possiamo solo dirvi che si tratta di un progetto ambizioso, del quale siamo molto orgogliosi e che darà ulteriore notorietà alla macchina Michela e al nostro territorio.
Vi invitiamo quindi a continuare a seguirci in questa avventura. Ci impegneremo nel tenervi aggiornati e raccontarvi l’evoluzione di questo fantastico progetto.

 

ENGLISH VERSION

If you are one of our readers, or you live in San Giorgio Canavese, you probably already know the story of Antonio Michela Zucco and his phono-stenographic machine.

In this article we want to tell you a really interesting story about this particular machine and an artist who was also interested in it.

Our story begins in Rome with an Australian artist of Italian heritage. She was visiting a friend and while at the Porta Portese market found the Michela phono-stenographic machine for sale. It was a model made in the 80’s.

Fascinated and intrigued by this object, the woman requested further information from her friend. By fortune, he was of Canavese origin and consequently knew the story of the Michela: an ingenious machine that bases its language on the study of music in order to create a universal language based on phonemes.

The artist subsequently followed up her research, discovering when this system had become known in the rest of the world and also discovering the existence of the Nossi Rais Museum. She therefore decided to contact us and come to San Giorgio Canavese in order to visit our museum.

The name of this artist is Angelica Mesiti, she was born in Australia, of Italian parents and lives in Paris. She focuses her artworks on video-sound installations and live performance and is one of the most notorious contemporary Australian artists.

More specifically Angelica’s works are based on the concept of a universal language: about how through different communication systems, not based on the classic verbal language, but involving the five senses, we can set up different alphabets, just as happens with music, Braille signage, whistles, Morse code etc.

Angelica makes these works to provide the audience with an immersive and in some way “meditative” experience.

Here is a YouTube video with further description about her artistic creations, which are trying to encapsulate the experience of human existence both through stories of individuals and groups.

Angelica was very happy to visit our Museum, to have the opportunity to learn more about the Michela machine and the history of this innovative creation. Of course he was also happy to have had the chance to taste the typical delicacies of our territory.

She was so happy and enthusiastic that Angelica will now involve us in one of her projects which will start in September of this year. But we cannot reveal too much at the moment.

For now we can only say that it is an ambitious project, of which we are very proud and that will give further notoriety to the Michela machine and our territory.

Consequently we would like to invite you to follow us on this adventure. We will commit ourselves to updating you and telling you the evolution of this amazing project.

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