Pasqua con i tuoi

dipinto uovo di pasqua

Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi!

Questo diceva il detto popolare, ma spesso accade che i proverbi non seguano l’evoluzione delle cose, in quanto “vecchi”, non sono più di moda.

Quest’anno però non si rispetterà la tradizione per una scelta forzata.

Questa Pasqua sarà diversa. Per tutti. Per coloro che affidano il proprio credo ad una religione, alla scienza o a nulla. La Pasqua la si trascorrerà a casa, senza compagni di merende, senza grigliate in compagnia, senza tavolate nelle vigne, senza pic-nic nei parchi. Tutti a casa. Doverosamente a casa. Necessariamente a casa.

Di certo c’è una cosa a cui tutti ormai credono: che il re dei virus ci ha reso tutti uguali.

Abbiamo tutti gli stessi doveri (senso di responsabilità), gli stessi diritti (cure sanitarie), ma soprattutto la stessa voglia di stare insieme.

E da questo dobbiamo partire.

 

Da tempo ci sono piccole realtà, come la nostra, che tentano di dare nuovamente vita a quel concetto di comunità che in tempi non troppo lontani facevano sì che le persone facenti parte di un contesto comunitario potessero essere nucleo coeso, uniti dalla volontà di mettere ognuno il proprio ingrediente per il benessere comune e dall’altra beneficiare dall’unione dei diversi contributi.

Come Associazione non sempre ci siamo riusciti, come dicevano i nonni “tante teste e tante idee” e non sempre si è capaci di vedere in modo costruttivo i diversi punti di vista.

Questa esperienza lascerà il segno su ognuno di noi: ci ha fatto tornare con i piedi per terra, ci sta facendo riscoprire che si può stare bene anche con qualcosa in meno, ci sta riavvicinando alla semplicità della vita e ci sta facendo toccare con mano che il mondo degli altri spesso non è poi tanto diverso dal nostro e che condividere fa parte di quella umanità che alcuni davano per scontata, altri l’avevano dimenticata.

La nostra piccola comunità c’è. Anche se osservata dall’oblò, che nei tempi moderni si identifica in facebook, quella piazza virtuale tanto odiata/amata da tutti (mai come in questo periodo ci permette di essere connessi nel modo più puro e costruttivo di sempre), questa piccola comunità sta dimostrano d’essere composta da persone che hanno a cuore gli altri. Tralasciando gli aspetti che probabilmente alimenterebbero l’intolleranza anche ai meno intolleranti, ovvero l’amarezza verso coloro che mai hanno fatto e mai faranno, se non passando il tempo a criticare, polemizzare e pretendere (il cambiamento positivo globale è utopia), c’è chi non può lavorare e allora si mette a disposizione della comunità per aiutare, con piccoli preziosi gesti, chi è in difficoltà. Ci sono medici, artigiani, professionisti che aiutano a distribuire la spesa a domicilio o le mascherine donate dal comune. Ci sono bambini, tanti bambini, che abbelliscono le vie deserte del paese con colorati disegni. Ci sono genitori che si inventano le più svariate attività per allenare i bambini alla pazienza. Ci sono insegnanti che usano in modo sano la tecnologia per supportare le famiglie nella didattica a distanza. Ci sono cuochi, pasticceri, artisti risvegliati che avevano sempre tenuto nascosta la loro passione creativa dentro le mura di casa (se non addirittura nel loro cuore) e che ora hanno il piacere di condividere sui social per colorare le giornate di chi sta dall’altra parte del muro. Ci sono persone che regalano sorrisi in panetteria o al supermercato, anche se nascosti dietro le mascherine.

Insomma, ci sono persone che ci fanno credere che la nuova primavera che tutti attendono sia già arrivata. È la crescita della solidarietà, la voglia di fare ognuno un pezzettino per far si che, quando tutto passerà, quell’abbraccio che tutti desideriamo sia ancora più grande ed intenso.

 

E allora Buona Pasqua. A tutti.

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